La fibrillazione atriale (FA) è l'aritmia più comune nella popolazione generale, ma la sua incidenza è sorprendentemente più alta negli atleti di resistenza. Questo paradosso solleva importanti questioni sulla diagnosi, la gestione e l'idoneità sportiva.
La diagnosi in un atleta richiede un approccio meticoloso. È fondamentale distinguere tra le alterazioni fisiologiche del cuore d'atleta e le condizioni patologiche. L'elettrocardiogramma (ECG), l'holter-ECG prolungato e l'ecocardiogramma sono strumenti essenziali. In alcuni casi, possono essere necessari test da sforzo o studi elettrofisiologici.
La gestione della FA negli atleti è complessa. Bisogna bilanciare il controllo dell'aritmia, la prevenzione del tromboembolismo e il desiderio dell'atleta di continuare a competere. Le opzioni terapeutiche vanno dalla terapia farmacologica all'ablazione transcatetere, che sta diventando sempre più una scelta di prima linea per ripristinare il ritmo sinusale e consentire un ritorno sicuro all'attività sportiva. Ogni decisione deve essere personalizzata, tenendo conto dello sport praticato, del livello di competizione e delle preferenze del paziente.